Riparte "Più Libri Più Liberi"

Finalmente dopo due anni riapre a Roma la fiera Più libri Più liberi dedicata al libro e alla piccola editoria, queste le mie impressioni: Grande presenza dell’editoria per ragazzi, un settore che tira e che conferma che il libro, prevalentemente cartaceo, è ancora un oggetto richiesto e acquistato dai ragazzi e dagli adulti, segno che si legge molto nonostante lo smodato uso di apparecchi elettronici. La fila enorme per il firma copie di Zerocalcare può essere moda ma sicuramente di mezzo c’è il piacere di avere un libro di un autore che ha un seguito e la richiesta di una dedica conferma la necessità dell’oggetto fisico dove poter scrivere. Se faccio memoria della produzione e fattura dei libri, nei vari anni, vedo che c’è un crescendo nella qualità degli stessi, non in maniera assoluta, ma sia per il settore letteratura che per quello fotografico ho visto dei libri veramente ben fatti, piacevoli da toccare e belli da vedere. Non vorrei essere scontato quando dico che la qualità paga sempre, ma questo concetto mi torna in mente quando vede dei libri fatti male e con molti errori. In tutti gli stand c’erano dei giovani che spiegavano con passione e dovizia di particolari le caratteristiche e le storie incluse nei libri, una prerogativa dell’attività libraria e punto nodale in contrapposizione agli acquisti online. Nell’angolo dedicato al settore della fotografia ho partecipato ad un talk tenuto da Pino Musi, fotografo e studioso del libro. Musi ha presentato una sua selezione di libri fotografici, che a suo avviso hanno delle caratteristiche importanti e da segnalare, chiacchierata interessante e ben espressa. Come al solito saremo state 10 persone over 40, la solita storia; i giovani non capiscono che queste occasioni vanno colte e che partecipare a queste occasioni di incontro non è mai tempo perso anzi sono elementi formativi. Dopo molte cose belle vorrei dire cosa mi sarebbe piaciuto che ci fosse stato: Parlando di libri ad un pubblico che potenzialmente ne vorrebbe fare uno proprio, non ho visto dei laboratori tecnici dove si poteva parlava della costruzione di un libro oppure parlare di strategie di marketing. I talk vanno bene ma questi appuntamenti servono anche per diffondere delle conoscenze a chi non è del settore. A mio avviso la fiera dovrebbe esaltare quest’aspetto didattico anche per rispondere a chi (le librerie romane) si è opposto alla fiera perché considerata un punto di vendita che sottrae clienti pre-natalizi.

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