Le stagioni della fotografia militante

Un progetto dell’Associazione per un Archivio dei Movimenti Si è aperta il 10 settembre a Genova, nel suggestivo spazio Primo Piano di Palazzo Grillo, la mostra “Le stagioni della fotografia militante, 1960-2020”, organizzata dall’Archivio dei movimenti di Genova (www.archiviomovimenti.org) e curata da Paola De Ferrari, Giuliano Galletta, Adriano Silingardi. Progetto grafico e allestimento di Roberto Rossini. L’esposizione, che proseguirà fino al 29 settembre, presenta 160 fotografie di 21 fotografi (più un omaggio a Lisetta Carmi), selezionati fra quelli ordinati e conservati dall’Archivio. Dove Palazzo Grillo, vico alla Chiesa delle Vigne 18r, a Genova. Orario Da mercoledì a domenica dalle 16 alle 20 Sarà esposta una selezione delle fotografie degli autori e autrici dei fondi fotografici presenti in archivio. Perché vi parlo di questa mostra? Beh! Perché è una mostra che include 27 libri della mia collezione di libri di protesta. Sarà questa la pima occasione dove potrò esporre parte del contenuto della mia collezione, riprodotto e stampato su pannelli, attraverso le immagini dei libri. La selezione che presento in questa mostra è un esempio delle potenzialità del mezzo e i volumi selezionati, distanti tra loro migliaia di chilometri, abbracciano un periodo compreso tra gli anni 60 e 80, per un loro possibile dialogo tra design e comunicazione. La mia attività di curatore editoriale mi ha portato negli anni ad acquisire un numero consistrente di libri. Con il tempo mi sono accorto che nella libreria aveva preso forma un vero e proprio archivio di volumi che parlano di proteste in tutto il mondo. Il passo successivo è stato l’avvio della piattaforma web www.protestinphotobook.com (di questo vi parlerò, più avanti, in maniera più ampia in una prossima video-intervista sempre su questo canale). Collezionare libri per me non è solo un mero esercizio di acquisizione ma ha come scopo principale la conoscenza e lo studio delle pubblicazioni, degli autori e dei fatti narrati, ed ecco che l’occasione di poterli mostrare in pubblico rappresenta un importante momento di condivisione e di confronto. Spero che per il pubblico la visione di questi volumi possa rappresentare sia una scoperta che un incentivo a realizzare pubblicazioni di questo genere. Siamo passati dagli anni settanta in cui si utilizzava il libro quale strumento di comunicazione sociale e politica ad oggi dove quasi più nessuno è interessato alla pubblicazione di questo genere di immagini demandandone la diffusione al web e dimenticando che la memoria degli avvenimenti passa attraverso un supporto materiale e fisico, come la carta. I libri di protesta appartengono ad un genere che da sempre ha faticato a trovare un supporto sia da parte di enti governativi che da parte degli editori. Questo è il motivo per cui, spesso, la loro qualità di riproduzione, specialmente nel secolo scorso, è sempre stata scarsa e talvolta insufficiente. Ma se da una parte la scarsa qualità ne ha fatto un oggetto di poco interesse per i collezionisti, dall’altro i temi e gli argomenti affrontati collocano il genere tra i libri di maggior rilievo per comprendere periodi storici e culture nel mondo. Di seguito parte dei libri della mia collezione che troverete in mostra a Genova.

Le stagioni della fotografia militante