Il miraggio del successo veloce

La grande illusione del web e il mito delle scorciatoie a buon mercato Viviamo nell'epoca dei falsi miti, dei miraggi a prezzi scontati e dell'illusione che non esista più la gavetta per raggiungere i nostri agognati obiettivi. Ma è solo un'illusione... L'effetto dannoso dei social networks Da qualche mese Mark Zuckerberg ed il suo team hanno oscurato la visualizzazione pubblica del numero di like sotto le immagini pubblicate su Instagram, rendendo questo dato non più pubblico ma privato. Solo il proprietario di un profilo Instagram è in grado di vedere quanti like hanno collezionato i suoi post. In questi ultimi anni si è sviluppato un mercato di follia collettiva che spingeva gli utenti Instagram (e di altri social) ad acquistare like e followera mostrandosi come un profilo vincente agli occhi degli altri utenti, dando luogo a dinamiche di frustazione e allo stesso tempo di pubblico elogio. Il modello di successo che i social network (e non solo loro) hanno contrabbandato in questi anni è riferito al raggiungimento di valori numerici e non di contenuto. Di fatto l'attenzione si è spostata dall'apprezzamento di contenuti interessanti all'apprezzamento del numero di consensi. Più un'immagine o un profilo colleziona consensi e più è di successo e rappresenta un modello vincente da imitare. La modifica operata da Instagram sulla piattaforma vuole riportare l'attenzione degli utenti verso le immagini che esprimano un contenuto reale e di valore. Il miraggio delle scorciatoie Navigando in internet e nei social network spesso troviamo annunci pubblicitari di società ed esperti che ci promettono il raggiungimento immediato di obiettivi numerici con una spesa tutto sommato a buon mercato. Negli ultimi anni il mercato dei marketer (i nuovi esperti del marketing) sta proliferando sempre di più con offerte commerciali che puntano all'efficenza di metodi esclusivi e veloci per ottenere risultati incredibili, con slogan del tipo "come ottenere 10 mila followers in 1 mese" oppure "diventa un influencer e guadagna in breve tempo cifre da capogiro". Questi slogan vengono spesso accompagnati da false testimonianze di utenti che dichiarano di aver raggiunto i risultati promessi. Questo modello di new economy ormai diffusa sul web come opportunità per chiunque di costruirsi una professione redditizia in breve tempo è soltanto un miraggio ed una grande truffa ai danni di chi cade nella trappola pensando di poter diventare un professionista affermato e guadagnare una barca di soldi senza sacrificio e solo con l'aiuto di un algoritmo o di una strategia elaborata da una società dall'altra parte del globo. I social network ci danno l'illusione di essere dei vincenti e di aver bruciato le tappe nell'affermazione di noi stessi e della nostra professionalità. Se non riusciamo a raggiungere determinati traguardi numerici ci sentiamo dei perdenti e dei frustrati che non hanno nulla di valore da offrire. Non essere riconosciuti equivale a non esistere. Questo è il messaggio che i social network vogliono far passare e del quale, purtroppo, moltissime persone si sono convinte. Dobbiamo fare attenzione ai miraggi e alle illusioni create ad hoc da un sistema che ha tutto da guadagnarci e dobbiamo tornare a considerare che una carriera, il successo o l'affermazione di se e del proprio status si ottiene soltanto con molto lavoro, con il sacrificio, con la fatica e con la costanza. Non esistono scorciatoie al successo, ma esso si conquista con un lungo e laborioso processo di apprendimento, di sperimentazione e di maturazione. Occorre tempo per diventare un fotografo che si possa definire tale. Non bastano qualche migliaio di like, delle fotografie bene esposte o elaborate in modo accattivante, i complimenti di amici o di qualche migliaio di sconosciuti. Occorre ben altro. Bisogna studiare molto, sperimentare, crescere, sbagliare, riprovare, mettersi a confronto. Occorre molto tempo, ma soprattutto occorre molta umiltà, cosa che ormai sembra scarseggiare tra i più. Un esperimento personale Negli ultimi mesi ho condotto un esperimento personale che, dal mio punto di vista, ha dato risultati molto interessanti. Mi sono iscritto ad una serie di gruppi fotografici su Facebook, alcuni dei quali dichiaratamente composti da foto amatori principianti, per tracciarne l'andamento e provare ad interfacciarmi con gli utenti cercando di apportare il mio contributo professionale. La mia intenzione era quella di aiutare soprattutto i principianti a migliorare il loro sguardo ed il loro modo di fotografare. Ho rintracciato alcune delle fotografie più carenti e ho scritto commenti molto delicati nei quali partivo da un apprezzamento generale dell'immagine e dello sforzo per averla prodotta e teminavo con il fornire il mio personale punto di vista, evidenziando alcune lacune e suggerendo come io personalmente sarei intervenuto in situazioni analoghe. Sono stato molto attento ad essere gentile e delicato, senza mai dare giudizi sulla persona o sulle immagini in questione. Alcune delle immagini che commentavo e che ritenevo carenti (diciamo anche molto brutte e realizzate male), soprattutto da un punto di vista del linguaggio, avevano già raccolto, a mio giudizio, una quantità ingiustificata di like e di commenti elogiativi nei quali altri utenti esprimevano soltanto parole di apprezzamento elargite forse con troppa generosità. La reazione ai miei commenti, nel 90% dei casi, è stata di totale disapprovazione, poi sfociata in frasi del tipo "Questa è la mia foto, se seguissi quello che suggerisci sarebbe la tua foto e non la mia". Le persone in questione non hanno avuto l'umiltà di mettere in discussione i risultati carenti da loro prodotti ed hanno evidenziato la totale mancanza di voler crescere e migliorare, pur appartenendo a gruppi che si prefiggevano tale scopo. Sono andato avanti per un po' su un campione ampio di utenti e all'interno di gruppi fotografici diversi, ma ho avuto sempre le medesime risposte. Tengo a precisare che alcuni di questi gruppi riportavano nella loro descrizione frasi del tipo "per crescere fotograficamente insieme" ma di fatto non erano quelli gli effetti sortiti. Osservando dall'esterno ciò che accade in questo genere di gruppi mi sono fatto una chiara idea della totale inutilità degli stessi, se non quella di ricevere e ricambiare complimenti con l'unico scopo di una gratificazione personale, fuori luogo e fuori tempo. La domanda che vorrei porre è: a cosa servono questi gruppi? La mia risposta è: a nulla di costruttivo, soltanto a nutrire il proprio ego che porta erroneamente questo genere di utenti a ritenere di star facendo un buon lavoro da un punto di vista fotografico. Come in ogni campo, anche in fotografia, occorre molta umiltà e molto impegno. Soltanto la costanza e la dedizione porterà i giusti risultati ed un grado di maturazione che si può definire rispettabile. Scattare delle fotografie esteticamente accettabili perchè aiutati da uno strumento capace e dai commenti positivi di persone che non conoscono a fondo il linguaggio fotografico non vuol dire essere dei fotografi e non rappresenta il raggiungimento di alcun risultato apprezzabile. Dunque non lasciamoci ingannare da ciò che i massimi sistemi del web e dei social network vogliono farci credere e continuiamo a lavorare duramente e con umiltà. #socialmedia #socialnetwork #social #successo #web

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Giorgio Cosulich de Pecine | info@photocoach.it | +39 339 216 4847 | Roma | Italia

 

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