Da Gorizia alle Ande, libro fotografico di Paolo Gasparini

Mi è appena arrivato questo bellissimo libro del fotografo Paolo Gasparini edito dallo studio Faganel di Gorizia. Il titolo potrebbe trarre in inganno ma non si tratta “dallo studio Faganel alle Ande” ma proprio dalle origini di Gasparini all’America. Per celebrare questo Andare e Tornare nel libro compaiono 2 foto dall’archivio dell’autore; nella 1° di copertina Alcune di queste immagini già sono apparse nei suo libri, ma in questa pubblicazione, per la prima volta, al centro del suo racconto troviamo il legame con la terra natale, la provenienza del suo sguardo. Oltre l’apprezzamento per le immagini mi interessa di segnalare la fattura della pubblicazione. Un libro curato dallo studio Faganel che con attenzione, ha preferito concentrarsi sulla qualità del prodotto anziché sulla quantità delle immagini da presentare. Ecco che la scelta di usare una carta da 300 gr (Munken Kristall) per le immagini (di solito queste grammature si scelgono per le copertine) conferisce un valore aggiunto e da una consistenza al formato pagina, 24x 30 cm, che fa sfogliare il volume con piacere e che concede al tatto una sensazione di piacere. Un carta così spessa può costare di più delle altre ma questa scelta è stata compensata da una rilegatura, svizzera, che potrebbe sembrare povera ma che oggi è stata accettata e sempre di più usata. Nota per i collezionisti: Poi succede come è stato per il suo libro- Retromundo – ( a cura del famoso design Alvaro Sotillo) che Gasparini arrivò a regalare agli amici poiché non se ne vendevano di copie e di fatto il libro non fu capito, soprattutto qui in Europa. Salvo poi comparire nelle raccolte di libri ed essere celebrato da critici e finalmente trovare la sua collocazione nell’olimpo dei migliori libri fotografici di sempre. Con conseguente rialzo delle quotazioni nel mercato dell’antiquariato e la sua scomparsa dalle librerie, un mercato che insegue il pezzo affermato anziché scommettere sul futuro.

Da Gorizia alle Ande, libro fotografico di Paolo Gasparini