Cogliere l'attimo con uno smartphone

Street Photography, consigli su come catturare il momento giusto di una azione o di una scena Per tutti gli appassionati di street photography, che hanno superato il concetto errato per cui la "vera" fotografia è quella scattata solo con una macchina fotografica, ecco qualche consiglio per riuscire a cogliere l'istante migliore all'interno di una scena o di una azione utilizzando uno smartphone come strumento di ripresa fotografica. Per prima cosa dobbiamo comprendere che ogni azione segue un andamento parabolico, una vera e propria curva matematica. Ogni azione è dunque formata da una fase ascendente (una serie di gesti preliminari che anticipano l'azione, ovvero il preludio a ciò che accadrà), da un apice (che costituisce l'azione vera e propria, ovvero il vertice di massima espressione di quell'azione) ed una fase discendente (che rappresenta una serie di gesti conclusivi al termine dell'azione). Esistono tre tipi fondamentali di azioni: 1. Azioni fugaci (quelle che si verificano una sola volta e non si ripetono più). Ad esempio un bambino che tira il calcio al pallone. 2. Azioni ripetitive (quelle che vengono ripetute in un lasso di tempo determinato ma che non hanno a che fare con percorsi o atteggiamenti abitudinari). Ad esempio un bambino che gioca a tirare calci al pallone contro un muro. 3. Azioni di routine (quelle che si ripetono costantemente nel tempo, con certo ritmo ed una certa cadenza, all'interno di percorsi o atteggiamenti abitudinari). Ad esempio l'allenamento di un bambino iscritto alla scuola calcio. La parabola qui illustrata mostra un andamento simmetrico, ovvero lo spazio temporale che i gesti preliminari (fase ascendente) occupano rispetto ai gesti conclusivi (fase discendente) è simmetrico, dunque uguale, rispetto all'apice dell'azione. Si tratta di azioni prevedibili e fluide che hanno un andamento costante e prevedibile, come nella fotografia illustrata qui sotto, nella quale una bambina sta camminando nella baia di un porticciolo. L'azione che la bambina sta compiendo è ripetitiva (camminare presuppone l'azione di più passi uno dopo l'altro in modo ripetuto) e costante (si muove da destra verso sinistra con passo regolare). L'azione è prevedibile e segue l'andamento di una parabola simmetrica. Per compiere un passo, lo spazio temporale dei gesti preliminari e di quelli conclusivi occupano lo stesso tempo rispetto la vertice dell'azione. L'apice dell'azione è rappresentara dalla gestualità del passo con le gambe aperte, prioprio mentre il passo viene compiuto. Non tutte le azioni che compiamo sono però simmetrice, spesso invece seguono un andamento irregolare. Ciò vuol dire che la fase preliminare a volte occupa uno spazio temporale, rispetto all'apice della parabola, diverso dalla sua fase conclusiva, come espresso nell'esempio grafcio che segue. In questo grafico, la fase preliminare dell'azione occupa un tempo più lungo per arrivare al suo apice, rispetto alla fase conclusiva, dunque un andamento asimmetrico, come nell'esempio della foto qui di seguito. Come potete notare nell'immagine qui sopra, il ragazzino sta calciando la palla ed colto all'apice della parabola della sua azione, proprio nel momento in cui sferra il calcio al pallone. Ma questa azione è stata anticipata da una serie di gesti preliminari (mettere la palla nella giusta posizione e prendere la rincorsa prima di sferrare il calcio) che senza dubbio occupano un tempo superiore rispetto alla fase conclusiva (rimettere il piede che ha calciato per terra ed attendere che la palla compia il suo tragitto verso il muro). Esistono poi delle azioni ripetute che ad ogni ripetizione seguono un andamento diverso rispetto al precedente, per cui le fasi preliminari e conclusive sono ripetute ma in modo temporale diverso. Siamo di fronte ad una certa imprevedibilità nel cogliere l'azione al suo apice, che ogni volta arriva in un momento diverso dal precedente. Nell'immagine qui di seguito siamo di fronte ad una scena che contiene azioni di diverso tipo e che segue un andamento asimmetrico. In questa foto ci sono due realtà distinte che agiscono entrambe all'interno della stessa cornice. Sulla sinistra il protagonista, un bambino che palleggia e che sta compiendo delle azioni ripetute, mentre sulla destra un gruppo di persone che agisce per conto proprio compiendo una serie di azioni fugaci (uniche ed irripetibili). La difficoltà in questo genere di situazioni è quella di cogliere i gesti di tutti i soggetti presenti in modo che siano rappresentati in una forma di senso compiuto e funzionale al messaggio che l'immagine vuole trasmettere. Concetrarsi soltanto sul protagonista vorrebbe dire commettere l'errore di non tener d'occho la gestualità degli altri soggetti che potrebbero essere colti in posture e atteggiamenti casuali e quindi non funzionali al messaggio finale. Come cogliere l'azione al suo apice? Come abbiamo visto, esistono diversi tipi di situazioni e di azioni. Per cogliere sempre al meglio ogni tipo di scena, a prescindere dalla sua natura e dal genere di azioni che essa contiene, l'approccio ideale (soprattutto per chi ha poca esperienza e confidenza nel fotografare le persone in azione) è quello di raccontare ogni scena e ogni azione cominciando dalla sua fase preliminare, terminando quando l'azione di è effettivamente conclusa. In questo modo saremo in grado di essere pronti per cogliere l'azione al suo apice ed al contempo avremo prodotto una sequenza di immagini dalla quale scegliere il momento dell'azione che per noi rappresenta al meglio quella scena, dal punto di vista narrativo. L'errore che non dobbiamo commettere Se l'azione che stiamo raccontando è ripetitiva o di routine, il suggerimento è di fotografare più cicli ripetuti della stessa azione. L'errore che molti fanno è duplice: in primo luogo scattano giusto poche immagini cercando di catturare spesso un momento qualsiasi all'interno del ciclo evolutivo di un'azione, ed in secondo luogo terminano di fotografare senza prestare troppa attenzione a ciò che avviene dopo l'apice dell'azione, ovvero nella sua fase conclusiva. Se si avesse la pazienza di continuare a fotografare, ci si potrebbe facilmente accorgere come spesso momenti di un'azione ripresi durante la fase preliminare o conclusiva posso rappresentare, dal punto di vista narrativo, situazioni molto più interessanti dell'apice di quella stessa azione. Per concludere Il consiglio è quello di seguire fotograficamente una scena e le azioni in essa contenute in modo continuativo, senza fermarsi ai primi scatti, sia nel caso di soggetto singolo che di più soggetti. In questa seconda ipotesi a maggior ragione occorre scattare molto di più perchè, come abbiamo detto, è importante che tutti i soggetti presenti nell'immagine stiano facendo qualcosa di senso compiuto, in modo chiaro ed evidente. Cogliere soggetti in posture casuali o prive di significato indebolisce l'immagine e la rende banale. #streetphotography #smartphone #iphone #tecnica #fotografia

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Giorgio Cosulich de Pecine | info@photocoach.it | +39 339 216 4847 | Roma | Italia

 

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