My Items

I'm a title. ​Click here to edit me.

Come preparare i files di stampa delle vostre foto

4 chiacchiere con Lisa Farinati di Faservice ed un file pdf scaricabile con tutti i consigli per impostare correttamente i parametri di stampa delle voste immagini. Assistiamo ad un aumento dell’interesse per il libro fotografico e molti fotografi si avvicinano alla produzione del proprio libro fotografico in maniera autonoma, questo è un settore in espansione grazie anche alla possibilità di stampare in digitale con basse tirature. Conosco i vostri prodotti che si distinguono per l’ottima qualità e vorrei capire quali sono le strategie della FASERVICE per inserirsi in questo settore? Per rispondere a questa domanda devo fare un passo indietro nel tempo di ben 5 anni; ricordo l’incontro illuminante con una fotografa (Paola Fiorini) che di fatto si occupa proprio di lavori autoriali all’interno di un collettivo fotografico. L’occasione è stata proprio la stampa del primo libro di Paola a tiratura di soli 20 pezzi! Mi ricorderò sempre la sua faccia quando sono uscite le prime prove di stampa: mi ha guardata e, visto che siamo anche amiche, sorridendo mi dice: “Lisa sai che tu e la tua azienda avete il mezzo giusto nel momento storico giusto perché il libro fotografico d’autore è un trend in crescita?”. Prima di quell’episodio il nostro mercato era principalmente il mondo dei cataloghi (di moda, dei prodotti di lusso, del food, del mobile…) dove l’immagine è sostanzialmente quella patinata, perfetta e super accattivante dell’advertising.  Paola mi ha accompagnata per mano nel mondo della fotografia d’autore, un mondo di nicchia che ammetto non conoscevo, ma affascinante perché, ormai posso sbilanciarmi a dirlo, è con alcuni autori che ho scoperto che la fotografia è un linguaggio che va rispettato. Da allora è stato un passaparola continuo, come continuo è stato il nostro crescere assieme a questi fotografi, noi ci mettevamo l’esperienza tecnica e loro la creatività. Alcuni lavori sono stati delle vere e proprie sfide ma, il risultato finale e la soddisfazione dell’autore, ha ripagato tutti gli sforzi fatti. La nostra strategia è ascoltare le richieste del cliente, scegliere assieme tutti quei dettagli che sottolineano a avvalorano nel modo giusto il messaggio contenuto nelle foto. Il libro fotografico si è rinnovato, non solo luogo per le immagini ma oggetto che comunica il racconto attraverso un’esperienza  globale, sensoriale. Cosa vi sentite di consigliare ad un possibile cliente che vorrebbe realizzare una propria pubblicazione? Ogni immagine ha necessariamente bisogno di un supporto ottimale che renda giustizia a ciò che il fotografo vede, per i file digitali ci deve essere massima corrispondenza tra la versione vista sullo schermo del fotografo e il supporto che ospiterà l’immagine. Nel caso del libro si tratta della carta che è un mondo vastissimo dove poter veicolare al meglio il sapore giusto a certe immagini. Immagini morbide e rarefatte, oppure un bianco nero dove il contrasto è portato all’estremo? In ogni caso queste immagini devono essere stampate non solo rispettando il bilanciamento cromatico ma devono anche poter emozionare l’autore stesso. Il primo consiglio che darei quindi all’autore è di porre l’attenzione alla scelta della carta giusta. Quali sono i comuni errori che commettono i clienti e  cosa vi sentite di consigliare? L’errore più comune è quello relativo alla chiusura del file pdf: spesso ci troviamo file con la profilazione sbagliata, l’assenza delle abbondanze  (l’abbondanza è quella parte di grafica, immagini o fondi colorati che vanno sino al termine del progetto grafico e che in fase produttiva sarà poi presente sino ai bordi del lavoro, un ampliamento dell’area di lavoro che poi sarà rifilata) o dei rifili (appunto i segni dei successivi ritagli). In molti casi ci vengono inviate richieste di preventivi con numeri di pagine non corrispondenti poi al file inviato (perché erroneamente si pensa che una pagina sia corrispondente a 2 facciate). Ci sono così tanti errori che si possono facilmente evitare con i giusti consigli che abbiamo seriamente pensato ad un corso per tutti coloro che stanno pensando di autoprodursi il loro libro, o per chi lo ha già fatto ma non è rimasto soddisfatto del prodotto ottenuto. Un corso organizzato a tappe dove accompagneremo l’autore ad approfondire ogni fase della realizzazione di un libro fotografico; dalla creazione del file stampa corretto, alla selezione della carta più idonea, alla scelta della confezione più adeguata, della giusta nobilitazione per impreziosire la copertina e, cosa da non sottovalutare, gli insegneremo a formulare la richiesta di un preventivo chiaro e a valutare l’offerta ricevuta. A vostro parere e con la vostra esperienza quali dovrebbero essere le caratteristiche di base di un buon libro fotografico, mi spiego meglio, dovendo operare delle rinunce con un determinato badget quali dovrebbero essere i punti fermi per arrivare ad un buon prodotto? Le immagini veicolano il messaggio dell’autore, per questo motivo, e senza ombra di dubbio, la priorità di importanza che va data è sicuramente la scelta della carta. Si può rinunciare ad una serigrafia sulla copertina, ad una confezione bodoniana o ad un cartonato cucito…ma sulla carta non si discute! Per chi volesse approfondire l'argomento suggeriamo di iscriversi alla newsletter della Faservice in modo da rimanere aggiornato sui successivi tutorial tecnici offerti dall'azienda: https://www.faservice.it/contatti.php Scarica questo pdf della Faservice all'interno del quale puoi trovare tutte le indicazioni necessarie per impostare correttamente i files di stampa delle tue immagini. Supporto alla realizzazione della tua pubblicazione Chi volesse un supporto alla creazione e alla pubblicazione del proprio libro può contattarmi via email all'indirizzo zuccaccia@gmail.com. Inoltre tengo dei laboratori editoriali, sia per singoli che per gruppi di persone. Trovate maggiori informazioni sul mio sito web www.lucianozuccaccia.it

Stampare e rilegare il proprio libro

4 chiacchiere con Alberto Cecchetti de lalegatoria di Roma lalegatoria sta diventando un punto di riferimento per molti fotografi per realizzare le proprie autoproduzioni, forse anche per questo motivo che da luglio avete cambiato sede spostandovi a San Lorenzo in una struttura più ampia? Sembra strano ma spostarsi in un locale più grande per noi ha rappresentato un risparmio sulla locazione e un miglioramento per la parte logistica, dando maggior accessibilità ai clienti, e nel momento attuale, questi aspetti diventano prioritari. Poi ci piaceva poter offrire ai clienti degli spazi di incontro e di lavoro che poi potrebbero diventare un luogo dove creare eventi e presentazione di libri. Uno spazio polifunzionale nell’ambiente di lavoro. Questo perché avete avuto un aumento di richieste per realizzare delle autoproduzioni? Si, abbiamo notato che è cresciuta la volontà da parte di fotografi, illustratori e artisti di essere autonomi e autoprodurre le proprie idee. Del resto questo tipo di clientela ha capito che realizzare un prodotto editoriale implica un coinvolgimento economico, così può avvenire che il progetto può essere realizzato da un editore o in maniera autonoma presso di noi. Quando un cliente vi chiede di realizzare la sua pubblicazione come vi avvicinate al progetto, immagino che molti siano totalmente privi di cognizioni in merito? Certamente, per alcuni si tratta della prima volta e lalegatoria ha diverse professionalità che concorrono e aiutano i clienti sin dalla prima fase di progettazione con competenze grafiche, tecniche e artistiche e questo fa la differenza nella realizzazione della pubblicazione. Per noi è motivo di orgoglio poter trasmettere la nostra esperienza e creare degli oggetti dall’ottima fattura che contraddistingue l’autore e noi, una sfida quotidiana che va oltre le produzioni quotidiane. Personalmente credo che la relazione con i giovani sia sempre interessante, perché la loro freschezza mentale e la capacità di contaminarsi con altri linguaggi produce delle cose belle e nuove. Condivido, ci piace molto lo scambio con i giovani così come è avvenuto quando sono venuti qui per esercitarsi nella realizzazione di una pubblicazione. Sono arrivati con il loro progetto grafico, lo hanno concretamente creato dalla stampa all’impaginazione, e così hanno capito l’importanza delle varie fasi, i segni di taglio, l’abbondanza, il numero di pagine. In alcuni casi gli abbiamo fatto capire che laddove c’è un errore è meglio non stampare, così si impara a generare dei prodotti qualità. Possiamo dare dei consigli pratici per chi volesse venire a chiedervi di creare una pubblicazione? Ci capita che vengano dei ragazzi provenienti da scuole di fotografia, università di grafica e accademie che sanno come lavorare con la fotografia ma non hanno delle competenze per quanto riguarda la grafica editoriale e la parte pratica per realizzare una pubblicazione, è un’esperienza che gli manca. Riguardo ai fotografi più esperti notiamo che spesso sono carenti nell’aspetto tecnico del materiale da produrre per la pubblicazione e nello specifico mi riferisco ai file delle immagini, se questi non sono corretti si può incappare in sorprese in fase di stampa. Per essere più precisi? All’interno dei file ci deve essere un unico profilo colore. Normalmente il profilo colore acquisito con una fotocamera, RGB, SRGB, è diverso da quello usato per stampare l’immagine. La possibilità data dalla stampa digitale è di poter usare i vari formati RGB, SRGB o FOGRA 39 (comunemente usato per la quadricromia CMYK) ma nel caso di stampa tipografica il profilo deve essere solo il FOGRA 39 Questa è una fase molto importante perché se si manderanno in stampa dei file non opportunamente convertiti, questa operazione verrà svolta dal software in modo automatico. La differenza però è che questa conversione non porterà ad uguale qualità e corrispondenza cromatica e non sarà controllabile perché gestita di default in modo standard e il rischio che alcuni colori possano cambiare in fase di stampa è molto alto. È chiaro che la conversione deve essere fatta dal fotografo che deve controllare che nei vari passaggi tutto sia come lui vuole. Altro inconveniente che abbiamo riscontrato è che spesso i fotografi ci portano delle immagini di dimensioni enormi sia in pixel che in formato, quando sarebbe meglio averle acquisite già nella dimensione di stampa, i file meno si modificano e meglio è Quando si diventa padroni di queste tecniche di base si capirà meglio le fasi successive e stampare una pubblicazione sarà più facile e il risultato sarà migliore. Supporto alla realizzazione di una pubblicazione Chi volesse un supporto alla creazione e alla pubblicazione del proprio libro può contattarmi via email all'indirizzo zuccaccia@gmail.com. Inoltre tengo dei laboratori editoriali, sia per singoli che per gruppi di persone. Trovate maggiori informazioni sul mio sito web www.lucianozuccaccia.it

Per antiche vie. La giornata libera di un fotografo

Un libro di Maurizio Buscarino | Libri fotografici rari e da collezione Maurizio Buscarino Leonardo Arte 2003 Pagine 280, dimensioni 18 x 24,5 cm Osservando le immagini di un fotografo di teatro abbiamo sempre il pregiudizio che siano le classiche foto di scena di spettacoli, e che difficilmente ci potremmo appassionare, sicuramente qualche bel ritratto ma la storia non ci coinvolgerà. In questa pubblicazione il fotografo Maurizio Buscarino è riuscito ad andare oltre e ci ha condotti in una esperienza che non si limita alle sole immagini ma in un valido intreccio con le parole. Già il titolo mi coinvolge e mi intriga, nella bellissima copertina nera-cartonata, cosa sarà mai una giornata libera di un fotografo? E quali saranno queste antiche vie? Buscarino nel 2000, Anno Giubilare, ha seguito, per conto del Teatro di Roma e dell’ ETI, un evento teatrale itinerante sulle orme dei pellegrini. Non solo ha assistito ai vari spettacoli e fotografato gli attori ma ha anche fotografato i paesaggi e luoghi, parte integrante degli eventi. Fino a qui nulla di nuovo, ma nella parte finale del libro, dopo una serie di bellissime immagini c’è un’appendice con dei testi che sono il diario di Buscarino. La domanda viene spontanea, ma Buscarino non è un fotografo di teatro? Certo, e questo lo possiamo considerare un suo omaggio al teatro, che ha seguito per così tanti anni, nella descrizione cronologica degli eventi troviamo le sue impressioni, le sue incertezze e la sua ironia, riflessioni personali e incontri fortuiti, una storia parallela di una persona che non solo narra per immagini ma che si libera da ogni limite e si racconta. Credo che sia in questa appendice la forza del racconto; sì le immagini sono belle ma la forza di questo percorso è nello scorrere delle pagine, nel coinvolgimento che ci regala l’autore, nella sua capacità di farci vivere il momento, fatto di piccoli istanti di vita. I fotografi spesso dicono, se avessi saputo scrivere bene non avrei usato la fotografia, ed è vero ma nel caso di Buscarino ci troviamo di fronte ad una eccezione, lui riesce a fare bene entrambe le cose. Ho avuto il piacere di lavorare con Buscarino e conversando circa questo libro mi spiegò: lo scrivere è un esercizio che va praticato con costanza, scrivere e riscrivere, leggere e riflettere, ci vuole tempo, dedizione. Ecco perché oggi vi suggerisco di cercare questo libro, per il piacere di vederlo ma soprattutto per il piacere di leggerlo e capire come si articola un racconto. Suggerisco come esercizio di provare a scrivere delle nostre esperienze delle piccole banalità che ci capitano quando fotografiamo o gli incontri ai margini dei nostri scatti, le pieghe della vita. Forse non riuscirete ad essere efficaci ma sicuramente l’esercizio di scrivere vi farà riflettere e vi porterà ad avere dei dubbi, ed è sicuramente il primo passo per comprendere fino in fondo la storia delle vostre immagini. Acquista il libro di Maurizio Buscarino direttamente su Amazon: Collezionare libri vuol dire anche condividere con gli altri le proprie conoscenze. Chi volesse maggiori informazioni sui libri che recensisco può scrivermi a zuccaccia@gmail.com sarò felice di rispondervi e di condividere con voi le mie conoscenze. Per chi volesse un supporto alla creazione e alla pubblicazione del proprio libro può contattarmi via email. Inoltre tengo dei laboratori editoriali, sia per singoli che per gruppi di persone. Trovate maggiori informazioni sul mio sito web www.lucianozuccaccia.it

Pubblicare con CEIBA

Quattro chiacchiere con l'editrice Eva-Maria Kunz Tocchiamo e annusiamo i libri. Li leggiamo, pure all’indietro. Ed è così che li facciamo, per dare ad ogni senso qualcosa da scoprire. Parlaci della casa editrice ceiba. Sembra strano ma siamo conosciuti più all’estero che in Italia.
Lo dico in termini di riconoscibilità, non è facile per le piccole case editrici emergere, e se dovessi fare un bilancio dei nostri followers e delle vendite vedo che queste avvengono prevalentemente dall’estero. Probabilmente dipende dal fatto che non proponiamo fotografi classici e pubblichiamo prevalentemente autori/autrici stranieri. Forse ci conoscono di più in associazione con il PhotoBoox Award, al quale collaboriamo con il Photolux Festival. Infatti osservando il vostro catalogo vedo che ci sono molti artisti stranieri, soprattutto giapponesi. Sì, abbiamo fondato ceiba con una collaboratrice all’estero, e i primi progetti erano stranieri, in seguito c’è stato un passa parola, che con Yoshikatsu Fujii è arrivato alle masterclass di Reminders Photography Stronghold di Yumi Goto in Giappone  https://reminders-project.org/rps/.
C’è stata una sinergia fra il nostro modo di lavorare e la loro narrazione, e l’innovazione che c’era nel comporre i menabò. Questo combaciava con le vostre idee? Nel realizzare un libro il nostro lavoro si concentra nel volerlo adattare alla storia che si racconta, mai il contrario. È il contenuto che detta la forma, sempre. Qui diventa fondamentale la ricerca dei particolari che comporranno la pubblicazione. Ci interessiamo dei vari materiali, dal tipo di carta sia per il corpo libro che per la copertina, ai vari inserti (se ce ne sono), il tipo di rilegatura, i colori, agli altri materiali, che sia feltro o gomma, sempre per sottolineare e far emergere la storia. Credo che sia proprio questa la nostra caratteristica. Una scelta vincente, osservando i “sold out” del vostro catalogo. Non sempre, ma per molti libri è andata così. Diamo qualche informazione pratica, come presentare un progetto fotografico a ceiba? Nel nostro sito abbiamo dato delle indicazioni, si può inviare un pdf leggero, e una mail di presentazione. Preferiamo ricevere in allegato al progetto una breve biografia ed un testo che spieghi le motivazioni dell’autore. Vogliamo sapere cosa spinge il fotografo a lavorare sul suo progetto. Ci tengo a precisare che vista la quantità di mail che riceviamo, non ci è possibile scaricare files da vari siti, e poi ricordarci a quale mail appartengono. Il mio consiglio è di inviare dei files leggeri, in una mail concisa. Inoltre sarebbe utile (e cortese) per chi volesse mostrarci il proprio progetto, di informarsi sulla casa editrice, sui libri nel nostro catalogo, così da evitare di inviare dei progetti che non sono in linea con le nostre tematiche. E per chi volesse inviare dei dummy cartacei? Lo sconsiglio, per lo meno nella prima fase, perché creare un dummy è un lavoro laborioso, so bene quanto è impegnativo, e mi dispiacerebbe se poi non rientrasse nella nostra linea, sarebbe uno spreco. Mi viene da domandare a questo punto se preferite ricevere dei progetti che hanno già una bozza di libro o solo delle immagini? Non abbiamo preferenze, lavoriamo sia con chi già ha un idea ben precisa, che con chi ha solo il materiale fotografico. Ci piace poter mettere mano ad un progetto, appartiene alla struttura della casa editrice, e credo faccia parte del lavoro di un editore. Con ognuno dei nostri autori, delle nostre autrici, siamo ripartiti da capo, abbiamo chiesto di farci vedere gli scarti. Si capisce tantissimo di un progetto, di chi sta dietro, vedendo come edita. Ci serve per capire in pieno il pensiero del fotografo, per poter dare al libro la forma che risalta la storia nella maniera giusta. E nel caso di proposte di fotografi che provengono da Reminders Photography Stronghold di Yumi Goto? È una collaborazione che funziona benissimo, anche perché alcuni dei fotografi non parlano bene l’inglese (e noi purtroppo per niente il giapponese), ed è importante l’intermediazione di Yumi. Noi rimaniamo la casa editrice che mette la parola finale sulla pubblicazione, ma in collaborazione con il fotografo. Ti posso citare come esempio il libro di Yoshikatsu Fujii  -Red String- (il suo libro d'artista era entrato nella short list del ParisPhoto): noi nel comporre la versione commerciale abbiamo mantenuto alcuni particolari come l’apertura del libro, il feltro per la copertina, ma abbiamo sostituito alcune immagini e adattato la produzione. Non era possibile cucire gli inserti con il filo rosso, l’abbiamo sostituito con del nastro adesivo rosso.
Dobbiamo tener conto che i loro dummy sono, in fondo, delle proposte molto ben fatte, ma poi c’è il lavoro dell’editore, che con la propria esperienza, e la sua linea e le sue scelte di marketing ne deve fare un edizione commerciale. Non sempre si possono realizzare tutte le idee proposte, come è stato per il libro di Hajime Kimura – Snowflakes Dog Man-.
Uno dei libri era di una dimensione troppo grande per un foglio macchina stampato in offset, quindi si è deciso di optare per una misura inferiore, pure per il box e il libro più piccolo, tutte le dimensioni sono state ridotte in proporzione. Ovviamente con l’approvazione di Hajime. Parlando di tecnica ho visto che stampate i vostri libri presso la Grafiche dell’Artiere di Bologna, ce ne vuoi parlare? È la nostra tipografia di riferimento. Ciò non vuol dire che altri non lavorino bene, solo che con le GDA abbiamo avviato un metodo di lavoro che ci soddisfa e che ci dà sicurezza. Quando presento il menabò a Gianmarco Gamberini, mi sento tranquilla, so che insieme a lui troveremo il modo migliore con i materiali migliori per ottenere un ottimo prodotto editoriale. Grande competenza e capacità? Sì, anche se dopo anni di lavoro anche noi abbiamo imparato qualcosa sui materiali che meglio si adattano alle nostre idee, e sappiamo pensare alle giuste soluzioni, resta il fatto che Gianmarco ci propone sempre delle soluzioni innovative e stimolanti, in un continuo bilanciamento tra costi e desideri. Visto che difficilmente noi facciamo il libro classico, è fondamentale poter interloquire con un team dalla mente aperta. Per la nostra esperienza posso dire che con i fratelli Gamberini abbiamo trovato un partner perfetto con cui raggiungere il giusto compromesso. Come si trova il giusto compromesso? Per noi rimane sempre il contenuto del racconto la parte fondamentale del libro, per esprimerlo al meglio arriviamo al punto di costruire dei particolari a mano anche interamente, questo non ci spaventa, anzi è un nostro punto di forza. Rivolgersi ad un consulente esperto può fare la differenza Per chi volesse un supporto alla creazione e alla pubblicazione del proprio libro può contattarmi via email al mio indirizzo zuccaccia@gmail.com. Trovate maggiori informazioni sui miei laboratori e sul mio supporto alla creazione di un progetto editoriale, sul mio sito web www.lucianozuccaccia.it

Pubblicare con URBANAUTICA

4 chiacchiere con l'editore Steve Bisson Urbanautica è un editore indipendente che lavora su fotografia, antropologia visiva e paesaggi culturali. https://www.urbanauticainstitute.com/books Quale filosofia della casa editrice? Filosofia è una parola grossa. Piuttosto possiamo dire che ad ogni casa editrice corrisponde una visione e un set di strategie per realizzarla. Senza queste le aziende hanno le gambe corte. Come editore lavoro su due progetti: Penisola Edizioni è orientata a ricercare e promuovere autori italiani. https://www.penisolaedizioni.com/ Urbanautica Institute è più un think tank che esiste da molto più tempo e che opera su diversi fronti compresa l'editoria. Quindi è un'attività complementare ad un agire più ampio che abbraccia educazione, curatela e ricerca. Come presentare un progetto, cose da evitare, i tuoi suggerimenti. Qui la lista è lunga ovviamente. La cosa più importante è la cura. Prendersi cura di quello che facciamo. Quindi evitare: indifferenza, disattenzione, trascuratezza. Poi è importante la sincerità con se stessi prima ancora che con gli altri. Evitare dunque di perdere tempo in progetti che non sentiamo nostri. Questo si applica naturalmente anche ai libri. Confrontarsi con curatori, grafici, fotografici, amici, sviluppare un dialogo attorno al proprio lavoro. Maturare consapevolezza. L'approccio con un editore deve arrivare solo dopo tutto questo.  Personalmente non porrei limiti alla presentazione, l'importante che il materiale dia l'impressione di essere organizzato. Non vi è nessuna formula da seguire, ma una selezione attenta è benvenuta. Per quel che mi riguarda una buona introduzione motivazionale fa la differenza. Parlando di tecnica dove preferisci stampare? In Italia abbiamo un'ottima tradizione tipografica. Sono molti i fotografi e le case editrici straniere che stampano da noi. Quindi abbiamo l'imbarazzo della scelta. Oltre alla tecnologia anche il servizio che si ottiene può fare la differenza. Sul digitale di altagamma ho lavorato bene con Faservice. Ma ripeto vi sono molte aziende ottime in tutto Italia. Come sempre occorre decidere e scegliere con cognizione di causa. Se siamo alle prime armi, di nuovo confrontiamoci, informiamoci... Il processo stampa coinvolge numerose variabili, evitare di procedere a vanvera sia che si tratti di un volume importante che di fanzine digitali. Quali materiali usi? I materiali sono specchio di un concept grafico ed editoriale del progetto. Osservare il mondo del foto libro è una palestra utile per imparare che vi sono tante possibilità da percorrere. La carta è una decisione essenziale, è consigliato provarne diverse, capire quali rispondono meglio alle nostre esigenze. Acquista i libri di Urbanautica Rivolgersi ad un consulente esperto può fare la differenza Per chi volesse un supporto alla creazione e alla pubblicazione del proprio libro può contattarmi via email al mio indirizzo zuccaccia@gmail.com. Trovate maggiori informazioni sui miei laboratori e sul mio supporto alla creazione di un progetto editoriale, sul mio sito web www.lucianozuccaccia.it

AFRICAN IMAGE un libro di Sam Haskins

Libri fotografici rari e da collezione The Bodley Head Ltd, London, 1967 Pagine 184, dimensioni 27 x 31 cm Acquista il libro qui https://amzn.to/2NQykNC Sam Haskins era nato a Johannesburg in Sud africa ed ha lavorato prevalentemente nel campo della pubblicità e della moda, settori che lo hanno portato a trasferirsi a Londa nel 1968, ma tra i suoi amori c’era sempre l’Africa e gli oggetti d’arte del continente. L’unione di queste sue passioni sono raccolte in questo splendido libro che ci mostra un’Africa diversa, meno turistica e più antropologica, uno sguardo personale con una narrazione innovativa per gli anni sessanta. Per chi segue i percorsi dei libri fotografici l’accostamento di questo libro, pubblicato nel 1967, con il celebre New York 1955 di William Klein avviene in modo naturale. Tanti fotografi hanno sempre affermato di essere stati influenzati dal grande fotografo americano, così come è stato per tanti grafici. Perché questo libro a distanza di tanti anni dalla sua pubblicazione è ancora interessante e ne subiamo la fascinazione? La risposta, a mio avviso, è nella scelta grafica, per esempio l’aver scelto di usare dei caratteri ingranditi, un editing delle immagini mai banale, nei tagli delle immagini che creano la composizione. Certamente tutto questo non è avvenuto per caso e ad una attenta osservazione si percepisce quanto sia profonda la passione e la cultura di Haskins per l’Africa, interesse che lo avrebbe portato sicuramente a produrre altri libri sullo stesso argomento, invece lui ha scelto di realizzare solo questa pubblicazione e credo anch’io che sia stata una giusta decisione, perché quando si è raccontato così bene una storia complessa e ampia il riproporla in una nuova visione sarebbe stato un azzardo che non avrebbe aggiunto ma forse tolto. Peccato che vi posso presentare solo una minima parte del libro ma vi assicuro che l’intera opera è uno spettacolo per gli occhi. Collezionare libri vuol dire anche condividere con gli altri le proprie conoscenze. Chi volesse maggiori informazioni sui libri che recensisco può scrivermi a zuccaccia@gmail.com sarò felice di rispondervi e di condividere con voi le mie conoscenze. Per chi volesse un supporto alla creazione e alla pubblicazione del proprio libro può contattarmi via email. Inoltre tengo dei laboratori editoriali, sia per singoli che per gruppi di persone. Trovate maggiori informazioni sul mio sito web www.lucianozuccaccia.it

Pubblicare con SEIPERSEI

4 chiacchiere con l'editore Stefano Vigni Seipersei è un laboratorio di avvistamento di pensiero visuale laterale impegnato nella promozione dei giovani fotografi italiani. Seipersei ha attualmente in catalogo 30 titoli ed è distribuita nelle più importanti librerie di catena e nella migliori librerie indipendenti su tutto il territorio nazionale. https://www.seipersei.com/ Come definiresti la tua casa editrice? Seipersei è una casa editrice a conduzione familiare, composta da me e da mia moglie Chiara. Siamo noi che ci occupiamo di tutto: io mi occupo dell’editing e del book design, Chiara cura il marketing e le campagne d crowdfunding. Poi a secondo dei libri che facciamo ci appoggiamo a traduttori, ufficio stampa o altre figure necessarie per un miglior sviluppo possibile del progetto. Sin dall’avvio della casa editrice abbiamo sempre avuto un particolare interesse per i temi sociali cercando di approfondire alcune problematiche come è stato, ad esempio, per il lavoro sul terremoto del centro Italia o quello sulla Syria. I libri che sono nel nostro catalogo rispecchiano la nostra voglia di uscire da una comunicazione fatta solo per la nicchia della fotografia, che rappresenta comunque il nostro punto di riferimento principale; con i nostri libri vogliamo dare voce ad importanti temi sociali e approfondire i problemi della nostra società contemporanea. Gli argomenti affrontati nelle pubblicazioni del nostro catalogo abbracciano un pubblico trasversale, per questo con i nostri progetti cerchiamo di arrivare a più persone possibile, allargando gli orizzonti comunicativi dei nostri libri. Ci piace evidenziare che i nostri titoli siano fatti per uno scopo, non vogliamo produrre dei libri solo per appagare l’ego dell’autore: vorremmo dare voce a chi non ce l’ha. Ti porto come esempio ciò che è avvenuto in questo periodo della quarantena, momento in cui ci è sembrato opportuno creare un libro di fotografia per i bambini, in considerazione del fatto che proprio i bambini e le famiglie avrebbero avuto la necessità di qualcosa che fosse non solo un passatempo ma anche uno strumento educativo. Altro caposaldo della nostra proposta è l’aspetto culturale: dalla musica ai luoghi della cultura, dal paesaggio al mondo dell’arte. Diamo molto spazio alle proposte dei giovani autori che ci parlano del loro mondo attuale, intimo e personale. Cito i giovani autori che per noi rappresentano una risorsa importante su cui vogliamo investire e in cui crediamo molto, specialmente autori italiani come si può vedere dal nostro catalogo. Mi immagino che riceverai tante proposte di pubblicazione? Nasciamo come piccola casa editrice con una vocazione al selfpublishing, quindi non abbiamo una programmazione a lungo raggio su quelle che saranno le prossime pubblicazioni. Si tratta perlopiù di libri che nascono da un rapporto con l’autore in un progredire insieme che poi porta alla realizzazione del libro. Mi spiego meglio: ricevere una mail con un progetto editoriale non ci permette di capire fino in fondo il vero valore dell’opera e i reali intenti dell’autore. Per tramutare al meglio un progetto in una pubblicazione ci vuole tempo, lavoro e fiducia da parte di entrambi, autore ed editore. Ancor prima del progetto viene la relazione con l’autore. Il rapporto con l’autore è una parte fondamentale del progetto, questo ci permette di capire veramente qual è il suo racconto, il concetto e il messaggio. Cerchiamo di instaurare un rapporto che metta le basi per programmare la giusta strategia di vendita del libro, ad esempio una campagna di prevendita in crowfunding unita alle presentazioni e alle altre attività promozionali, comprese le pubblicazioni nelle più importanti riviste e magazine. Certo l’aspetto del marketing è importante ma nel lavoro dell’editore c’è dell’altro: bisogna creare il vestito più adatto al progetto per amplificarne il potere comunicativo. Come preferisci che ti venga mostrato il progetto da parte dell’autore? Non c’è una regola fissa, a volte ci può interessare di vedere un eventuale dummy o un pdf che può aiutarci a capire il percorso dell’autore e alcune sue indicazioni, questo può essere un buon punto di partenza ma non di arrivo. A volte invece bastano semplicemente le fotografie.

Parlando di aspetti tecnici dei vostri libri ti domando se hai un legame con una tipografia in particolare. Lavoriamo con molte tipografie, ma la cosa che ci interessa di più è che sappia stampare bene e che sappia valorizzare i nostri lavori con una disponibilità ad ogni nostra richiesta. Per la parte propriamente tecnica, specialmente per me che seguo la stampa e la confezione in tutte le sue fasi realizzative è importante che tutto si svolga al meglio. Ci piace che la tipografia ci possa offrire una particolare attenzione a supporto delle nostre esigenze: dalla realizzazione di un cofanetto, a un tipo di stampa particolare o alla stessa rilegatura. Acquista i libri di Seipersei Rivolgersi ad un consulente esperto può fare la differenza Per chi volesse un supporto alla creazione e alla pubblicazione del proprio libro può contattarmi via email al mio indirizzo zuccaccia@gmail.com. Trovate maggiori informazioni sui miei laboratori e sul mio supporto alla creazione di un progetto editoriale, sul mio sito web www.lucianozuccaccia.it

Pubblicare con WITTY BOOKS

4 chiacchiere con l'editore Tommaso Parrillo Witty Books / Fondata nel 2012 come Witty Kiwi, casa editrice indipendente che vuole promuovere la fotografia contemporanea e le arti visive. https://witty-books.com/ Come si colloca la casa editrice nel panorama editoriale italiano? Ovviamente ogni casa editrice ha una sua linea editoriale che la contraddistingue e credo che ogni autore debba informarsi, attraverso il cataloga dell’editore a cui si rivolge, su quelle che sono le sue scelte, dal modo come costruisce l’oggetto libro ai progetti che propone. Ti posso dire che le mie scelte sono spesso legate a progetti che appartengono ad un mondo autoriale, introspettivo, se vuoi legati alla memoria e di conseguenza faccio più fatica a considerare dei progetti di reportage. Come editore indipendente la mia scelta è stata di puntare principalmente alla qualità dei libri che produco sia pur con tirature ridotte ma con una grande attenzione ai particolari, con una ricerca di carte specifiche e nuovi design. Ti interessi ai vari contest mondiali? Il mondo del dummy contest ha un suo valore nel panorama editoriale e questo non riguarda solo chi vince ma anche i progetti che vi partecipano e vengono inseriti nelle short list. Queste prime scremature sono importanti per noi editori per conoscere le nuove proposte e se un progetto ricorre spesso nel web sicuramente è da tenere in considerazione. Come presentare un progetto, cose da evitare? Personalmente prediligo le candidature abbastanza mature, cioè quei lavori che hanno già superato alcune revisioni e in cui si intravede una forza narrativa, nel pratico mi piace di ricevere un progetto che pur abbozzato sia presentato nella forma libro preferibilmente cartaceo oppure un pdf. Tenendo a mente che questo è un punto di partenza e non di arrivo senza dimenticare che potrei far ricorso a tutte le immagini che l’autore ha escluso nella prima selezione e mi piace collaborare con autori che hanno questa sensibilità di volersi mettere in discussione. Mi sembra di capire che preferisci ricevere un progetto “aperto”. Si perché ritengo questo un punto fondamentale del mio mestiere, il potermi inserire nell’editing e nella presentazione del libro fa parte del processo creativo di ogni editore che poi è il tratto che lo caratterizza. Aggiungo che avvicinarsi ad un editore è un processo conoscitivo, relazionale, e non basta mandare una mail generica a tutti gli editori del mondo, con cadenza mensile. Altra cosa è cercare di incontrarsi e presentarsi agli editori prendendosi il giusto tempo per parlare del proprio lavoro e questo può anche avvenire nei vari festival o incontri. Direi che è importante creare una cultura relazionale. Si così come consiglio di scegliere bene l’editore giusto per il proprio progetto. Dove preferisci stampare Sono un editore completamente autonomo e mi occupo della parte progettuale del libro e di trovare la tipografia per stamparlo, non ho una tipografia di riferimento ma di volta in volta a secondo del progetto editoriale vado da quella che ritengo sia la più adatta, questo perché mi piace sperimentare e perché devo fare attenzione ai vari preventivi di spesa proposti. Questo metodo vale anche per il designer a cui affido, a secondo del libro da fare, la costruzione e stile del prodotto. Il progetto cresce insieme, prima nella mia testa, poi con il confronto delle idee del designer e poi con la parte realizzativa della tipografia. Rivolgersi ad un consulente esperto può fare la differenza Per chi volesse un supporto alla creazione e alla pubblicazione del proprio libro può contattarmi via email al mio indirizzo zuccaccia@gmail.com. Trovate maggiori informazioni sui miei laboratori e sul mio supporto alla creazione di un progetto editoriale, sul mio sito web www.lucianozuccaccia.it

5 Consigli fondamentali per pubblicare un libro in Self Publishing

Indicazioni utili per creare e pubblicare il proprio libro in modo originale ed accattivante. Credo che sia nelle aspettative di ogni fotografo di realizzare una propria pubblicazione che raccolga le sue immagini, tuttavia non dobbiamo dimenticare che un conto è postare uno scatto su facebook dove gli amici ti dicono che gli è piaciuto ed altro è mettere insieme un gruppo di immagini e voler raccontare qualcosa. Ecco abbiamo introdotto una parola importante- racconto- e allora se vogliamo raccontare per immagini dobbiamo seguire la logica che gli appartiene. Seguendo l’impostazione classica della letteratura i libri hanno un andamento del racconto con un inizio, un corpo centrale ed una fine, si capisce bene dove siamo e con chi. Possiamo anche stravolgere lo spazio temporale del racconto ma dobbiamo capire come si svolge. Self publishing implica una produzione autonoma e indipendente per realizzare un prodotto, se si sceglie questa strada si devono avere delle competenze che, nel caso di un libro, sono svolte da un editore, ma che nel nostro caso dovremo imparare ad avere. Per crescere in questo settore si deve ascoltare, provare e affidarsi ad esperti che ci possono guidare. Il voler realizzare in self publishing un libro fotografico può essere un percorso alternativo e affascinante che ci può insegnare molto, anche sbagliando. Partire dal basso con una piccola opera ci può servire per capire le dinamiche dell’editoria, con i suoi limiti e i suoi pregi, appagando le nostre velleità senza troppo impegno e permettendoci di esporre il nostro racconto al confronto con il pubblico. La nostra pubblicazione ci metterà di fronte a delle scelte che ci permetteranno di crescere e ci faranno trovare più preparati nelle successive sfide, inoltre la scelta di pubblicare in self publishing non va considerata come un ripiego rispetto ad un editore, bensì come una alternativa creativa e flessibile che ci consentirà di esprimerci meglio e di non investire grandi quantità di denaro. Alcuni spunti di riflessione che vi aiuteranno a realizzare il vostro prodotto o libro in modo creativo, originale ed accattivante: 1. FORZA DEL RACCONTO Questo è il punto di partenza, se il racconto non ha una sua validità tutto il resto è estetica, perfino le immagini perdono di valore. Per rafforzare le proprie convinzioni consiglio di provare a scrivere cosa si vuole raccontare per immagini, questo ci aiuterà a presentare meglio il progetto e a scegliere la giusta sequenza delle immagini. Inoltre può essere utile confrontarsi con una persona esterna al progetto, così vi suggerisco di fare un test, con una bozza di lavoro cartacea anche con fogli incollati, da mostrare prima di andare in stampa e questo può evitare degli errori irreversibili. 2. QUALITA' DELLA STAMPA e CURA DEI PARTICOLARI Dedicate molte energie alla ricerca della giusta qualità di stampa, fate attenzione che tutto sia perfetto, la cura dei particolari fa la differenza. Così come fanno gli editori cercate la tipografia che stampa meglio e chiedete di vedere la carta che hanno a disposizione, ne esistono di vari tipi, consiglio di non fermarsi alla solita patinata. troverete sicuramente una migliore che fa al caso vostro. La carta va toccata così potrete capire se è adatta al vostro progetto per esempio una carta ruvida si addice meglio per parlare di pietre e natura. 3. QUALSIASI PARTE DEL LIBRO DEVE ESSERE COERENTE CON IL RACCONTO Ogni elemento che andremo ad inserire nel libro, titolo, copertina, testo, font, formato e qualsiasi altro inserto deve essere appropriato al racconto. Cosa intendo per appropriato: se vogliamo raccontare una storia del passato la riproduzione di un documento cartaceo, da inserire nell’impaginato con una carta uso mano, può essere utile per entrare in quel periodo storico, ma se usiamo una copertina plastificata per un racconto ecologico questa potrebbe provocare, al tatto, una reazione sgradevole. 4. SPERIMENTARE SEMPRE Quasi un dogma – essere curiosi -, mai fermarsi alla prima idea, sperimentare e variare. Ho imparato che provare ad uscire dai schemi porta sempre delle nuove idee, quindi lasciatevi guidare dalla creatività, si può prendere spunto dal web o dai tanti libri di grafica e design. Se non avete dei libri a disposizione le biblioteche comunali sono delle fonti importanti, frequentatele. Poiché una pubblicazione ha diverse forme vi suggerisco come alternativa ai classici formati di sperimentare un libretto a fisarmonica (leporello) o un tabloid tipo giornale, per quest’ultimo ci sono delle tipografie specializzate. 5. ELABORARE UNA STRATEGIA DI MARKETING Pensare a come questo libro potrebbe essere finanziato e come sarà promosso, che sia regalato o venduto. Quando si inizia a pensare al progetto occorre individuare dei possibili finanziatori, potrebbero essere delle persone legate al racconto o enti interessati a sostenerlo, inoltre si può pensare di creare dei post sui social con dei piccoli messaggi che creino l’attesa. Il self publishing ci consente di stampare poche copie per volta cosicché man mano che si vendono se ne possono stampare delle altre. Rivolgersi ad un consulente esperto può fare la differenza Per chi volesse un supporto alla creazione e alla pubblicazione del proprio libro in self publishing può contattarmi via email al mio indirizzo zuccaccia@gmail.com. Trovate maggiori informazioni sui miei laboratori e sul mio supporto alla creazione di un progetto editoriale, sul mio sito web www.lucianozuccaccia.it #selfpublishing #self #publishing #editoria #autoproduzione #libro #fotografia

CARPOOLERS un libro di Alejandro Cartagena

Libri fotografici rari e da collezione Alejandro Cartagena Selfpublishing  2014 Dimensioni 19 x 30 cm, pagine 192 Per acquistare la terza edizione https://tienda.alejandrocartagena.com/product/carpoolers-3rd-edition/ Questo libro di Alejandro Cartagena parla di una realtà racconta delle tante persone che ogni giorno in Messico vanno al lavoro sdraiati nella parte posteriore dei veicoli pickup. Un mondo sconosciuto che Cartagena ha ripreso dalle sponde dei ponti dell’autostrada in maniera sistematica, continua ma non banale, uno spaccato della vita messicana; c’è chi mangia, legge il giornale o dorme. La serialità ci costringe ad osservare le immagini per ciò che significano e nella loro metodologia narrativa potremmo avvicinarli al più famoso lavoro dei coniugi Becher (i silos e i granai in Germania). La parte che maggiormente mi ha catturato e affascinato di questo progetto risiede nelle soluzioni che l’autore ha adottato per descrivere il racconto, poiché quando si dispongono delle immagini seriali in maniera così continua si corre il rischio di essere monotoni e banali. Invece Cartagena in questo libro ha usato due stratagemmi importanti: il primo è stato di spezzare la serie di una macchina per ogni pagina alternandola con tre auto per due pagine, il secondo è stato di interporre alle auto delle immagini del cielo, dei ponti ed altro osservati dal punto di vista delle persone nel pickup. Personalmente vedo queste varianti come delle fessure importanti e determinanti poiché servono a spezzare la continuità ma anche a variare il punto focale del racconto e queste immagini viste dalla posizione dei passeggeri sono quelle che ci fanno riflettere e vedere il racconto da un’altra prospettiva, portandoci in una diversa dimensione. A volte basta poco per cambiare direzione e per dare uno spunto in più alla nostra narrazione, inoltre questo lavoro rafforza sempre di più il concetto che non occorre andare lontano per raccontare il mondo, basta solo saper guardare. Collezionare libri vuol dire anche condividere con gli altri le proprie conoscenze. Chi volesse maggiori informazioni sui libri che recensisco può scrivermi a zuccaccia@gmail.com sarò felice di rispondervi e di condividere con voi le mie conoscenze. Per chi volesse un supporto alla creazione e alla pubblicazione del proprio libro, tengo dei laboratori editoriali, sia per singoli che per gruppi di persone. Trovate maggiori informazioni sul mio sito web www.lucianozuccaccia.it

MENSANO 1° MAGGIO 1963- 1975 un libro di Ferruccio Malandrini

Libri fotografici rari e da collezione Biblioteca Comunale degli Intronati, Siena, 2018 Dimensioni 22 x 29 cm, pagine 120 Siamo vicini al 1° Maggio e mi è tornato in mente questo libro di Ferruccio Malandrini, fotografo, bibliofilo e grande amante delle belle stampe d’autore. Malandrini ha partecipato e fotografato per più di dieci anni la festa del 1°Maggio a Mensano, frazione del Comune di Casole in provincia di Siena, e dopo molti anni una mostra e un bel catalogo ci restituiscono quell’atmosfera di festa che si viveva negli anni sessanta dove la gente partecipava e si ritrovava per festeggiare questa conquista sociale. Le immagini appartengono ad un rito che si rinnova ogni anno con una forte partecipazione popolare ed è questo l’aspetto che più di tutti mi piace del libro, si percepisce quest’atmosfera di festa fatta di canti, di amicizia, di gesti semplici e genuini. Quando mi arrivò a casa il libro, fui subito sorpreso da due fattori: il primo era che le immagini erano stampate veramente bene (e questo non sempre è scontato), il secondo era l’impatto con il colore rosso di alcune pagine intercalate nel racconto. L’impatto con il rosso fu forte, magnetico, ma ci stava, era appropriato e potrei dire che questa poteva essere la cifra che Malandrini e Stefano Rovai, il grafico che ha progettato il libro, avevano scelto. Inserire delle pagine rosse non è stato solo un vezzo o una scelta estetica ma credo che invece queste diano un ritmo diverso al racconto e, a volte, con il bianco e nero funziona. Cosa ci insegna questa pubblicazione? Impariamo ad osare, proviamo ad invertire le regole, usciamo da schemi già visti, non smettiamo mai di sperimentare e quando abbiamo una idea che ci appartiene portiamola avanti. Quando poi decideremo che questa idea sarà un elemento determinante nel nostro libro, questa dovrà essere prioritaria su tutte le altre scelte. Collezionare libri vuol dire anche condividere con gli altri le proprie conoscenze. Chi volesse maggiori informazioni sui libri che recensisco può scrivermi a zuccaccia@gmail.com sarò felice di rispondervi e di condividere con voi le mie conoscenze. Per chi volesse un supporto alla creazione e alla pubblicazione del proprio libro, tengo dei laboratori editoriali, sia per singoli che per gruppi di persone. Trovate maggiori informazioni sul mio sito web www.lucianozuccaccia.it #libri #collezionismo #editoria #fotografia #ferruccio #malandrini #stefano #rovai

SENT A LETTER un libro di Dayanita Singh

Libri fotografici rari e da collezione Steidl, Gottinghen 2008 Cofanetto con 7 libretti a leporello Dimensioni libretto 9 x 13,5 cm, pagine 126 Acquistabile su Amazon SENT A LETTER è una forma libro espressa in un modo diverso dal comune, si tratta di un cofanetto rivestito in tela (una tela grezza molto comune in India) che contiene 7 libretti che raccontano 7 storie diverse mostrate in un pieghevole a fisarmonica leporello. In questi libretti non ci sono dei testi. Le uniche indicazione testuali sono riportate sulla loro spina con una scritta che indica una citta dell’India, e all’esterno del cofanetto con questa scritta: Sent a letter to my friend, on the way he dropped it. Someone picked it up and put it in his pocket. In origine i libretti furono confezionati da Dayanita in due copie una da tenere per sé e l’altra da inviare ad un amico a cui era legato il racconto descritto, sicuramente correlato a quella città. Sarà l’intuizione dell’editore Steidl di pubblicarlo in maniera tipografica mantenendo le caratteristiche iniziali, una scelta innovativa precursoria di altre simili pubblicazioni (Museum Bhavan) divenute libri rari da collezione. L’India di Dayanita Singh è un’India lontana dai soliti stereotipi, è un racconto diverso che passa attraverso alcune città come Allahabad  e il museo dedicato a Jawaharlal Nehru o a Calcutta dove lo stesso Gerhard Steidl viene fotografato come uno spaesato visitatore. Parlare dei luoghi dove si è nati è sempre stato complicato per tutti i fotografi ma Dayanita Singh  non ci ha raccontato la sua visione della sua Nazione bensì ha aperto il suo cassetto di ricordi  e li ha mostrati con semplicità. Un solo dei 7 libretti è confezionato con un colore diverso, dal titolo Nony Singh, si tratta di immagini scattate dalla madre di Dayanita, forse immagini non inviate ma ricevute, un cameo che rivela l’origine dell’attitudine a fotografare in casa Singh. Le mie considerazioni su questo libro iniziano dall’esperienza tattile nel toccare il cofanetto e la tela usata; un assemblaggio manuale che lo rende unico e per chi conosce l’India rimanda a quei luoghi unici, materici. La seconda considerazione riguarda la visione dei libretti e delle storie incluse, con delle immagini bellissime e l’interessante idea del racconto filmico data dalla striscia di carta in un impaginato continuo. La cosa che mi ha da sempre legato a questo libro risiede nella capacità di dividere queste esperienze in capitoli, dove ogni storia ha una sua dimensione che richiede un’attenzione particolare. Storie che si possono portare con sé grazie alle sue ridotte dimensioni (9 x 13,5 cm) che possono sembrare minime ma che per noi significano tanto. Collezionare libri vuol dire anche condividere con gli altri le proprie conoscenze. Chi volesse maggiori informazioni sui libri che recensisco può scrivermi a zuccaccia@gmail.com sarò felice di rispondervi e di condividere con voi le mie conoscenze. Per chi volesse un supporto alla creazione e alla pubblicazione del proprio libro, tengo dei laboratori editoriali, sia per singoli che per gruppi di persone. Trovate maggiori informazioni sul mio sito web www.lucianozuccaccia.it #libri #collezionismo #editoria #fotografia #india #Dayanita #Singh

Logo-1.png
  • Facebook - Black Circle
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Youtube
  • Instagram

Giorgio Cosulich de Pecine | info@photocoach.it | +39 339 216 4847 | Roma | Italia

 

photocoach.it © 2020 Giorgio Cosulich de Pecine


Tutte le immagini e gli altri contenuti di questo sito web sono protetti in tutto il mondo dalle leggi internazionali sul copyright. Chiedi l'autorizzazione prima di utilizzare qualsiasi contenuto di questo sito web.

Contattatemi per ulteriori domande o richieste.

Trattamento dei Dati | Cookie Policy

training worksshop scuola corso fotografia coaching online reportage roma