• Luciano Zuccaccia

Stampare e rilegare il proprio libro

4 chiacchiere con Alberto Cecchetti de lalegatoria di Roma



lalegatoria sta diventando un punto di riferimento per molti fotografi per realizzare le proprie autoproduzioni, forse anche per questo motivo che da luglio avete cambiato sede spostandovi a San Lorenzo in una struttura più ampia?


Sembra strano ma spostarsi in un locale più grande per noi ha rappresentato un risparmio sulla locazione e un miglioramento per la parte logistica, dando maggior accessibilità ai clienti, e nel momento attuale, questi aspetti diventano prioritari. Poi ci piaceva poter offrire ai clienti degli spazi di incontro e di lavoro che poi potrebbero diventare un luogo dove creare eventi e presentazione di libri. Uno spazio polifunzionale nell’ambiente di lavoro.


Questo perché avete avuto un aumento di richieste per realizzare delle autoproduzioni?


Si, abbiamo notato che


è cresciuta la volontà da parte di fotografi, illustratori e artisti di essere autonomi e autoprodurre le proprie idee.

Del resto questo tipo di clientela ha capito che realizzare un prodotto editoriale implica un coinvolgimento economico, così può avvenire che il progetto può essere realizzato da un editore o in maniera autonoma presso di noi.


Quando un cliente vi chiede di realizzare la sua pubblicazione come vi avvicinate al progetto, immagino che molti siano totalmente privi di cognizioni in merito?


Certamente, per alcuni si tratta della prima volta e lalegatoria ha diverse professionalità che concorrono e aiutano i clienti sin dalla prima fase di progettazione con competenze grafiche, tecniche e artistiche e questo fa la differenza nella realizzazione della pubblicazione. Per noi è motivo di orgoglio poter trasmettere la nostra esperienza e creare degli oggetti dall’ottima fattura che contraddistingue l’autore e noi, una sfida quotidiana che va oltre le produzioni quotidiane.


Personalmente credo che la relazione con i giovani sia sempre interessante, perché la loro freschezza mentale e la capacità di contaminarsi con altri linguaggi produce delle cose belle e nuove.


Condivido, ci piace molto lo scambio con i giovani così come è avvenuto quando sono venuti qui per esercitarsi nella realizzazione di una pubblicazione. Sono arrivati con il loro progetto grafico, lo hanno concretamente creato dalla stampa all’impaginazione, e così hanno capito l’importanza delle varie fasi, i segni di taglio, l’abbondanza, il numero di pagine. In alcuni casi gli abbiamo fatto capire che laddove c’è un errore è meglio non stampare, così si impara a generare dei prodotti qualità.


Possiamo dare dei consigli pratici per chi volesse venire a chiedervi di creare una pubblicazione?


Ci capita che vengano dei ragazzi provenienti da scuole di fotografia, università di grafica e accademie che sanno come lavorare con la fotografia ma non hanno delle competenze per quanto riguarda la grafica editoriale e la parte pratica per realizzare una pubblicazione, è un’esperienza che gli manca.


Riguardo ai fotografi più esperti notiamo che


spesso sono carenti nell’aspetto tecnico del materiale da produrre per la pubblicazione

e nello specifico mi riferisco ai file delle immagini, se questi non sono corretti si può incappare in sorprese in fase di stampa.


Per essere più precisi?


All’interno dei file ci deve essere un unico profilo colore.

Normalmente il profilo colore acquisito con una fotocamera, RGB, SRGB, è diverso da quello usato per stampare l’immagine. La possibilità data dalla stampa digitale è di poter usare i vari formati RGB, SRGB o FOGRA 39 (comunemente usato per la quadricromia CMYK) ma



nel caso di stampa tipografica il profilo deve essere solo il FOGRA 39

Questa è una fase molto importante perché se si manderanno in stampa dei file non opportunamente convertiti, questa operazione verrà svolta dal software in modo automatico.

La differenza però è che questa conversione non porterà ad uguale qualità e corrispondenza cromatica e non sarà controllabile perché gestita di default in modo standard e il rischio che alcuni colori possano cambiare in fase di stampa è molto alto. È chiaro che la conversione deve essere fatta dal fotografo che deve controllare che nei vari passaggi tutto sia come lui vuole.


Altro inconveniente che abbiamo riscontrato è che spesso i fotografi ci portano delle immagini di dimensioni enormi sia in pixel che in formato, quando sarebbe meglio averle acquisite già nella dimensione di stampa,


i file meno si modificano e meglio è

Quando si diventa padroni di queste tecniche di base si capirà meglio le fasi successive e stampare una pubblicazione sarà più facile e il risultato sarà migliore.



Supporto alla realizzazione di una pubblicazione


Chi volesse un supporto alla creazione e alla pubblicazione del proprio libro può contattarmi via email all'indirizzo zuccaccia@gmail.com. Inoltre tengo dei laboratori editoriali, sia per singoli che per gruppi di persone. Trovate maggiori informazioni sul mio sito web www.lucianozuccaccia.it

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