• Luciano Zuccaccia

Pubblicare con CEIBA

Quattro chiacchiere con l'editrice Eva-Maria Kunz


Tocchiamo e annusiamo i libri. Li leggiamo, pure all’indietro. Ed è così che li facciamo, per dare ad ogni senso qualcosa da scoprire.

Parlaci della casa editrice ceiba.


Sembra strano ma siamo conosciuti più all’estero che in Italia. Lo dico in termini di riconoscibilità, non è facile per le piccole case editrici emergere, e se dovessi fare un bilancio dei nostri followers e delle vendite vedo che queste avvengono prevalentemente dall’estero. Probabilmente dipende dal fatto che non proponiamo fotografi classici e pubblichiamo prevalentemente autori/autrici stranieri. Forse ci conoscono di più in associazione con il PhotoBoox Award, al quale collaboriamo con il Photolux Festival.


Infatti osservando il vostro catalogo vedo che ci sono molti artisti stranieri, soprattutto giapponesi.


Sì, abbiamo fondato ceiba con una collaboratrice all’estero, e i primi progetti erano stranieri, in seguito c’è stato un passa parola, che con Yoshikatsu Fujii è arrivato alle masterclass di Reminders Photography Stronghold di Yumi Goto in Giappone  https://reminders-project.org/rps/. C’è stata una sinergia fra il nostro modo di lavorare e la loro narrazione, e l’innovazione che c’era nel comporre i menabò.


Internal Notebook – di Miki Hasegawa

Questo combaciava con le vostre idee?


Nel realizzare un libro il nostro lavoro si concentra nel volerlo adattare alla storia che si racconta, mai il contrario. È il contenuto che detta la forma, sempre. Qui diventa fondamentale la ricerca dei particolari che comporranno la pubblicazione. Ci interessiamo dei vari materiali, dal tipo di carta sia per il corpo libro che per la copertina, ai vari inserti (se ce ne sono), il tipo di rilegatura, i colori, agli altri materiali, che sia feltro o gomma, sempre per sottolineare e far emergere la storia. Credo che sia proprio questa la nostra caratteristica.




Una scelta vincente, osservando i “sold out” del vostro catalogo.


Non sempre, ma per molti libri è andata così.



Diamo qualche informazione pratica, come presentare un progetto fotografico a ceiba?


Nel nostro sito abbiamo dato delle indicazioni, si può inviare un pdf leggero, e una mail di presentazione. Preferiamo ricevere in allegato al progetto una breve biografia ed un testo che spieghi le motivazioni dell’autore. Vogliamo sapere cosa spinge il fotografo a lavorare sul suo progetto. Ci tengo a precisare che vista la quantità di mail che riceviamo, non ci è possibile scaricare files da vari siti, e poi ricordarci a quale mail appartengono. Il mio consiglio è di inviare dei files leggeri, in una mail concisa. Inoltre sarebbe utile (e cortese) per chi volesse mostrarci il proprio progetto, di informarsi sulla casa editrice, sui libri nel nostro catalogo, così da evitare di inviare dei progetti che non sono in linea con le nostre tematiche.


The Middle of Somewhere – di Sam Harris

E per chi volesse inviare dei dummy cartacei?


Lo sconsiglio, per lo meno nella prima fase, perché creare un dummy è un lavoro laborioso, so bene quanto è impegnativo, e mi dispiacerebbe se poi non rientrasse nella nostra linea, sarebbe uno spreco.


Mi viene da domandare a questo punto se preferite ricevere dei progetti che hanno già una bozza di libro o solo delle immagini?


Non abbiamo preferenze, lavoriamo sia con chi già ha un idea ben precisa, che con chi ha solo il materiale fotografico. Ci piace poter mettere mano ad un progetto, appartiene alla struttura della casa editrice, e credo faccia parte del lavoro di un editore. Con ognuno dei nostri autori, delle nostre autrici, siamo ripartiti da capo, abbiamo chiesto di farci vedere gli scarti. Si capisce tantissimo di un progetto, di chi sta dietro, vedendo come edita. Ci serve per capire in pieno il pensiero del fotografo, per poter dare al libro la forma che risalta la storia nella maniera giusta.


I Ditched Class and I Took a Bath – di Agathe Rousselle

E nel caso di proposte di fotografi che provengono da Reminders Photography Stronghold di Yumi Goto?


È una collaborazione che funziona benissimo, anche perché alcuni dei fotografi non parlano bene l’inglese (e noi purtroppo per niente il giapponese), ed è importante l’intermediazione di Yumi. Noi rimaniamo la casa editrice che mette la parola finale sulla pubblicazione, ma in collaborazione con il fotografo. Ti posso citare come esempio il libro di Yoshikatsu Fujii  -Red String- (il suo libro d'artista era entrato nella short list del ParisPhoto): noi nel comporre la versione commerciale abbiamo mantenuto alcuni particolari come l’apertura del libro, il feltro per la copertina, ma abbiamo sostituito alcune immagini e adattato la produzione. Non era possibile cucire gli inserti con il filo rosso, l’abbiamo sostituito con del nastro adesivo rosso. Dobbiamo tener conto che i loro dummy sono, in fondo, delle proposte molto ben fatte, ma poi c’è il lavoro dell’editore, che con la propria esperienza, e la sua linea e le sue scelte di marketing ne deve fare un edizione commerciale. Non sempre si possono realizzare tutte le idee proposte, come è stato per il libro di Hajime Kimura – Snowflakes Dog Man-. Uno dei libri era di una dimensione troppo grande per un foglio macchina stampato in offset, quindi si è deciso di optare per una misura inferiore, pure per il box e il libro più piccolo, tutte le dimensioni sono state ridotte in proporzione. Ovviamente con l’approvazione di Hajime.


Parlando di tecnica ho visto che stampate i vostri libri presso la Grafiche dell’Artiere di Bologna, ce ne vuoi parlare?


È la nostra tipografia di riferimento. Ciò non vuol dire che altri non lavorino bene, solo che con le GDA abbiamo avviato un metodo di lavoro che ci soddisfa e che ci dà sicurezza. Quando presento il menabò a Gianmarco Gamberini, mi sento tranquilla, so che insieme a lui troveremo il modo migliore con i materiali migliori per ottenere un ottimo prodotto editoriale.


The Restoration Will – Limited Edition

Grande competenza e capacità?


Sì, anche se dopo anni di lavoro anche noi abbiamo imparato qualcosa sui materiali che meglio si adattano alle nostre idee, e sappiamo pensare alle giuste soluzioni, resta il fatto che Gianmarco ci propone sempre delle soluzioni innovative e stimolanti, in un continuo bilanciamento tra costi e desideri. Visto che difficilmente noi facciamo il libro classico, è fondamentale poter interloquire con un team dalla mente aperta. Per la nostra esperienza posso dire che con i fratelli Gamberini abbiamo trovato un partner perfetto con cui raggiungere il giusto compromesso.


Come si trova il giusto compromesso?


Per noi rimane sempre il contenuto del racconto la parte fondamentale del libro, per esprimerlo al meglio arriviamo al punto di costruire dei particolari a mano anche interamente, questo non ci spaventa, anzi è un nostro punto di forza.


Rivolgersi ad un consulente esperto può fare la differenza

Per chi volesse un supporto alla creazione e alla pubblicazione del proprio libro può contattarmi via email al mio indirizzo zuccaccia@gmail.com. Trovate maggiori informazioni sui miei laboratori e sul mio supporto alla creazione di un progetto editoriale, sul mio sito web www.lucianozuccaccia.it



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Giorgio Cosulich de Pecine | info@photocoach.it | +39 339 216 4847 | Roma | Italia

 

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