Il viaggiatore parallelo. Fotografie e scritti in diretta dal treno

€ 33,25

“Fotografo-spione”, come si definisce lui stesso nell’incipit del suo testo, Salbitani compone Il viaggiatore parallelo di viaggio - in lungo e in largo per la penisola italiana, fatto di persone, di strada, di vagoni - e di impressioni - i ricordi, le divagazioni dell’autore. “Il viaggio è sempre attesa di prodigio”, scrive Salbitani, e nel volume si ritrova questo senso d’attesa negli sguardi che si gettano al di là del finestrino, nei giochi di riflessi, nelle campagne sperdute che si attraversano e che sembrano presagire qualcosa di grande, qualcosa di bello. Si intravede così, con uno sguardo di tenerezza e piacere comune a quello del fotografo, anche la nostra Italia. Su tutto, il libro ricrea l’atmosfera magica degli scompartimenti fuori dal tempo e dallo spazio.

Il viaggiatore parallelo consente al lettore di incontrare una certa varietà umana, come normalmente accade sui treni. Ritratti di persone che vanno e vengono, ognuno con il proprio bagaglio, ognuno con la propria individualità; soggetti spesso inconsapevoli che il fotografo ferma in un’immagine in bianco e nero. Salbitani è un turista curioso, che spia i suoi compagni di viaggio e parallelamente ne scrive.

Un attimo, un solo colpo d’occhio, ma sufficiente per sintonizzare le lancette del treno a quelle del mio tempo interiore. Ma già il paesaggio riprende a correre all’indietro, la vista ritorna a ingarbugliarsi negli enigmi delle prospettive distorte, le cose si sfocano l’una dentro l’altra quando non è il mosso degli alberi in primo piano a bendarmi gli occhi. Il treno e il mondo riprendono la loro marcia in parallelo ma anche in contrapposizione tra di loro: il primo, imperterrito, che punta il muso in avanti come un rinoceronte che carica, l’altro filante all’indietro come l’accompagnatore che da fuori saluta il viaggiatore al finestrino. Ma gemellati a vita.